Istanze per le autorizzazioni paesaggistiche

Istanze presentabili per l'edilizia sismica

Istanze presentabili per l'ambiente

Istanze presentabili per la gestione delle risorse idriche

Pagamento di diritti, oneri ed imposta di bollo

Quali sono gli impianti e le attività soggetti alla dichiarazione di attività in deroga?

Questo è l'elenco completo degli impianti e delle attività elencati nella Parte I dell'Allegato IV alla Parte V del Decreto Legislativo 03/04/2006 n. 152 che, secondo l'articolo 272, comma 1 sono soggette alla dichiarazione di attività in deroga.

  Testo della norma Attività che vanno dichiarate Attività che non vanno dichiarate
a) Lavorazioni meccaniche dei metalli, con esclusione di attività di verniciatura e trattamento superficiale e smerigliature con consumo complessivo di olio (come tale o come frazione oleosa delle emulsioni) inferiore a 500 kg/anno Lavorazione dei metalli senza fusioni e senza saldatura sotto la soglia di lavorazione di 500 kg/anno  
b) Laboratori orafi in cui non è effettuata la fusione di metalli, laboratori odontotecnici, esercizi in cui viene svolta attività estetica, sanitaria e di servizio e cura della persona, officine ed altri laboratori annessi a scuole Laboratori odontotecnici, oreficerie senza fusione e saldatura, acconciatura, parruccheria ed estetica esercitate stabilmente in luoghi adibiti a tali attività, laboratori scolastici di chimica, di saldatura, di lavorazione meccanica dei metalli Tatuaggi, piercing, onicotecnica, manicure; massaggi, estetica e toelettatura di animali da compagnia, laboratori galenici in farmacie, laboratori scolastici di disegno, informatica e materie senza attività su materiali
c) Decorazione di piastrelle ceramiche senza procedimento di cottura  
d)

Le seguenti lavorazioni tessili: preparazione, filatura, tessitura della trama, della catena o della maglia di fibre naturali, artificiali o sintetiche, con eccezione dell'operazione di testurizzazione delle fibre sintetiche e del bruciapelo; nobilitazione di fibre, di filati, di tessuti limitatamente alle fasi di purga, lavaggio, candeggio (ad eccezione dei candeggi effettuati con sostanze in grado di liberare cloro e/o suoi composti), tintura e finissaggio a condizione che tutte le citate fasi della nobilitazione siano effettuate nel rispetto delle seguenti condizioni:

1) le operazioni in bagno acquoso devono essere condotte a temperatura inferiore alla temperatura di ebollizione del bagno, oppure, nel caso in cui siano condotte alla temperatura di ebollizione del bagno, ciò deve avvenire senza utilizzazione di acidi, di alcali o di prodotti volatili, organici o inorganici, o, in alternativa, all'interno di macchinari chiusi;

2) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i trattamenti con vapore espanso o a bassa pressione devono essere effettuate a temperatura inferiore a 150° e nell'ultimo bagno acquoso applicato alla merce non devono essere stati utilizzati acidi, alcali o prodotti volatili, organici o inorganici

 
f) Panetterie, pasticcerie ed affini con un utilizzo complessivo giornaliero di farina non superiore a 300 kg Forni, pasticcerie, doratura pane; Pizzerie, laboratori pizzeria e pizzerie al taglio con uso di farina non superiore a 300 kg/giorno  
g) Stabulari acclusi a laboratori di ricerca e di analisi  
h) Serre  
i) Stirerie Esercizi in cui l’attività prevalente è la stireria

Esercizi in cui la stireria non è l’attività prevalente: sartorie, commercio di tessuti, ...

Esercizi di pulitintolavanderia dotati di autorizzazione in via generale (articolo 272, comma 2, del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152)

j) Laboratori fotografici Sviluppo tradizionale di pellicole fotografiche Fotografia digitale, stampa digitale di fotografie, digital imaging
k) Autorimesse e officine meccaniche di riparazioni veicoli, escluse quelle in cui si effettuano operazioni di verniciatura Riparazione di parti meccaniche di veicoli a motore (automobili, camion, motocicli, ...) Gommista, elettrauto, riparazione biciclette, attività assoggettate a NEF o autorizzazione in via generale, sostituzioni piccole parti di normale usura come attività accessoria
l) Autolavaggi Autolavaggio ad acqua effettuato a mano, a spruzzo, a spazzole rotanti Autolavaggi con creme e panni monouso, cosiddetto “autolavaggio senz’acqua”
m) Silos per materiali da costruzione ad esclusione di quelli asserviti ad altri impianti nonché silos per materiali vegetali  
n) Macchine per eliografia Tipografia eliografica Plottaggio, stampa a toner, stampa digitale di fotografie, altre attività che sono assoggettate a NEF o autorizzazione in via generale
o) Stoccaggio e movimentazione di prodotti petrolchimici ed idrocarburi naturali estratti da giacimento, stoccati e movimentati a ciclo chiuso o protetti da gas inerte  
p) Impianti di trattamento acque, escluse le linee di trattamento dei fanghi, fatto salvo quanto previsto dalla lettera p-bis)  
p-bis) Linee di trattamento dei fanghi che operano nell’ambito di impianti di trattamento delle acque reflue con potenzialità inferiore a 10.000 abitanti equivalenti per trattamenti di tipo biologico e inferiore a 10 mc/h di acque trattate per trattamenti di tipo chimico/fisico; in caso di impianti che prevedono sia un trattamento biologico, sia un trattamento chimico/fisico, devono essere rispettati entrambi i requisiti  
q) Macchinari a ciclo chiuso di concerie e pelliccerie  
r) Attività di seconde lavorazioni del vetro, successive alle fasi iniziali di fusione, formatura e tempera, ad esclusione di quelle comportanti operazioni di acidatura e satinatura  
s) Forni elettrici a volta fredda destinati alla produzione di vetro  
t) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di frutta, ortaggi, funghi con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg  
u) Trasformazione e conservazione, esclusa la surgelazione, di carne con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg Attività artigiane in cui la trasformazione, preparazione e conservazione sono le attività principali Macellerie al dettaglio, preparazione di salumi, arrosti ed insaccati che rivestono carattere secondario nelle macellerie al dettaglio
v) Molitura di cereali con produzione giornaliera massima non superiore a 500 kg  
v-bis) Impianti di essiccazione di materiali vegetali impiegati da imprese agricole o a servizio delle stesse con potenza termica nominale, per corpo essiccante, uguale o inferiore a 1 MW, se alimentati a biomasse o a biodiesel o a gasolio come tale o in emulsione con biodiesel, e uguale o inferiore a 3 MW, se alimentati a metano o a gpl o a biogas  
w) Lavorazione e conservazione, esclusa surgelazione, di pesce ed altri prodotti alimentari marini con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg  
x) Lavorazioni manifatturiere alimentari con utilizzo giornaliero di materie prime non superiore a 350 kg  
y) Trasformazioni lattiero-casearie con produzione giornaliera massima non superiore a 350 kg  
z) Allevamenti effettuati in ambienti confinati in cui il numero di capi potenzialmente presenti è inferiore a quello indicato, per le diverse categorie di animali, nella tabella allevamenti. Per allevamento effettuato in ambiente confinato si intende l'allevamento il cui ciclo produttivo prevede il sistematico utilizzo di una struttura coperta per la stabulazione degli animali  
aa) Allevamenti effettuati in ambienti non confinati  
bb) Impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni e i gruppi elettrogeni di cogenerazione, di potenza termica nominale pari o inferiore a 1 MW, alimentati a biomasse di cui all'allegato X alla parte quinta del presente decreto, e di potenza termica inferiore a 1 MW, alimentati a gasolio, come tale o in emulsione, o a biodiesel  
cc) Impianti di combustione alimentati ad olio combustibile, come tale o in emulsione, di potenza termica nominale inferiore a 0,3 MW  
dd) Impianti di combustione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW  
ee) Impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni e i gruppi elettrogeni di cogenerazione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti, alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza termica nominale non superiore a 3 MW, se l'attività di recupero è soggetta alle procedure autorizzative semplificate previste dalla parte quarta del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152 e tali procedure sono state espletateImpianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni e i gruppi elettrogeni di cogenerazione, ubicati all'interno di impianti di smaltimento dei rifiuti, alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, di potenza termica nominale non superiore a 3 MW, se l'attività di recupero è soggetta alle procedure autorizzative semplificate previste dalla parte quarta del presente decreto e tali procedure sono state espletate  
ff) Impianti di combustione, compresi i gruppi elettrogeni e i gruppi elettrogeni di cogenerazione, alimentati a biogas di cui all'allegato X alla parte quinta del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152, di potenza termica nominale inferiore o uguale a 3 MW  
gg) Gruppi elettrogeni e gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a metano o a GPL, di potenza termica nominale inferiore a 3 MW  
hh Gruppi elettrogeni e gruppi elettrogeni di cogenerazione alimentati a benzina di potenza termica nominale inferiore a 1 MW  
ii) Impianti di combustione connessi alle attività di stoccaggio dei prodotti petroliferi funzionanti per meno di 2200 ore annue, di potenza termica nominale inferiore a 5 MW se alimentati a metano o GPL ed inferiore a 2,5 MW se alimentati a gasolio  
jj) Laboratori di analisi e ricerca, impianti pilota per prove, ricerche, sperimentazioni, individuazione di prototipi. Tale esenzione non si applica in caso di emissione di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate, come individuate dall'allegato I alla parte quinta del presente decreto  
kk) Dispostivi mobili utilizzati all'interno di uno stabilimento da un gestore diverso da quello dello stabilimento o non utilizzati all'interno di uno stabilimento  
kk-bis) Cantine che trasformano fi no a 600 tonnellate l’anno di uva nonché stabilimenti di produzione di aceto o altre bevande fermentate, con una produzione annua di 250 ettolitri per i distillati e di 1.000 ettolitri per gli altri prodotti. Sono comunque sempre escluse, indipendentemente dalla produzione annua, le fasi di fermentazione, movimentazione, travaso, addizione, trattamento meccanico, miscelazione, confezionamento e stoccaggio delle materie prime e dei residui effettuate negli stabilimenti di cui alla presente lettera  
kk-ter) Frantoi  

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